“La guardia, il poeta e l’investigatore” di Jung-myung Lee

1944, Giappone. La prigione di Fukuoka è nota per essere il luogo di reclusione di molti criminali giapponesi e, soprattutto, di coreani considerati nemici giurati dell’Impero. molti di loro sono ragazzi giovani, letterati o commercianti, condannati perché facenti parte di movimenti indipendentisti coreani, contro il dominio giapponese nella loro nazione natia. Hanno perso la propria identità, sono stati costretti ad imparare e a parlare una lingua che non è la loro ed ora si trovano nel gradino più basso della scala sociale, picchiati e umiliati dalle guardie della prigione.

Una sera, durante il turno di notte, uno di questi sorveglianti viene barbaramente ucciso e il suo corpo ritrovato nudo appeso ad una balaustra. Passato lo sgomento iniziale, le indagini vengono affidate ad un collega della vittima, che ben presto si ritroverà ad indagare sull’omicidio di una delle persone più temute e riservate dell’intero carcere: Sugiyama Dozan.

Il passato di quest’ultimo è circondato da un alone di mistero: molte sono le storie che girano all’interno della prigione, ma solo qualcuno è in grado di poter dire con certezza quali siano vere e quali, invece, solamente finzione.

All’interno di una tasca della vittima, Watanabe (la giovane guardia incaricata di investigare sull’accaduto e amante della letteratura) ritrova una poesia e sarà proprio da queste poche righe scritte in maniera malferma che prenderanno avvio le indagini e gli interrogatori per individuare l’assassino. Al ragazzo verranno assegnati anche tutti i compiti che svolgeva la vittima e, grazie anche a questo, scoprirà che dietro la maschera da macellaio di Sugiyama, si nascondeva in realtà una persona di animo buono, riconosciuta solamente da una giovane infermiera e da un detenuto coreano, legato alle due guardie dall’amore per la letteratura e la poesia.

Ben presto, grazie ai racconti dei detenuti, verranno alla luce complotti e particolari alleanze che porteranno finalmente ad individuare un possibile colpevole, che confesserà l’omicidio e verrà poi condannato a morte. Tuttavia il giovane investigatore non si sentirà completamente soddisfatto dell’esito della sua ricerca e continuerà ad indagare, nonostante gli fosse stato ordinato di fermarsi. Watanabe non sa ancora che tutto ciò fa parte di un piano messo in atto da persone più potenti di lui e sarà la sua ostinazione che gli permetterà di scoprire sempre più intrighi, che coinvolgeranno anche le persone più insospettabili.

Un romanzo ricco di flashback che caratterizzano quasi ogni capitolo e legati da un unico filo conduttore. Un libro intrigante e ricco di colpi di scena, che tiene il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

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